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lunedì 30 maggio 2011

Geo design - 2a+p

di Paola Tonizzo

Segnalo il progetto dello studio di architettura di Roma 2A+P, sviluppato nell’ambito dell’ iniziativa “Torino World Design Capital 2008”. Si tratta della progettazione di orti urbani alla Falchera, storico quartiere popolare alla periferia nord di Torino. L’iniziativa è nata per migliorare l’aspetto degli orti di questo quartiere, già presenti dagli anni ’50 e oggi visti, a causa dell’aspetto trasandato, come elementi di degrado. 2A+P propone modalità di organizzazione degli orti e meccanismi per agevolarne l’uso e la diffusione. Nel progetto è presente anche una parte dedicata alla memoria della tradizione, una raccolta di conoscenze agricole e delle coltivazioni diffuse sul territorio torinese. 



giovedì 7 aprile 2011

Agriturismo urbano


di Paola Tonizzo

L’associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia (Agia-cia) e la Jeunes Restaurateur d’Europe, raggiungono un’intesa e l’orto si avvicina al ristorante, lo spunto viene dal Vinitaly 2010, Salone Internazionale del Vino e dei Distillati, dedicato anche ai prodotti biologici come l’olio extravergine d’oliva.
I rappresentanti di Agia-Cia e Jre hanno dichiarato che mappando il territorio nazionale e segnalando ai ristoranti le aziende agricole a loro più convenienti per vicinanza e tipologia di prodotti, economicamente parlando, è possibile guadagnare decine di milioni di euro, con un risparmio evidente sulla logistica e sugli sprechi.
Entro quest’ anno dunque 80 ristoratori lavoreranno gomito a gomito con altrettanti agricoltori ottenendo vantaggi reciproci e migliorando la qualità del cibo per la gioia del consumatore. I clienti inoltre potranno visitare il terreno che ha dato vita alla frutta e alla verdura per osservare dal vivo le tecniche di coltivazione e lavorazione dei prodotti sulla loro tavola.

L’orto in prossimità porta vantaggi per tutti: l’agricoltore pianifica la sua produzione grazie alla richiesta del ristoratore, il quale può disporre così di materie prime di ottima qualità con notevole risparmio, il cliente ha una garanzia del 100 % sul prodotto servito. 
Non bastasse, l’accordo prevede anche dei corsi di cucina tenuti dai soci Jre con l’uso dei prodotti Agia, così che alla qualità del prodotto si unisca la qualità nella lavorazione e nella preparazione.
E’ perfetto dunque il connubio tra ristoratore e orto biologico, ed anche il cinema con “I ragazzi stanno bene” diretto da Lisa Cholodenko, non manca di sottolinearlo. 
Il De Kas ad Amsterdam è esemplare per il risultato a cui si vuole mirare. Nel 2001 Gert Jan Hageman e Ronald Kuni, decidono di trasformare un serra destinata alla demolizione in un ristorante. Nell’arco di un decennio il De Kas diventa uno dei locali più “in” della città. La serra, una struttura in vetro degli anni venti, ospitava ed ospita tutt’oggi piante di olivo, fichi e limoni, vantando un rigoglioso orto con una vastissima scelta di prodotti (18 varietà di pomodori e 8 specie di basilico), accogliendo i suoi ospiti, nello splendido parco di Frankendael. Un esempio Italiano di questo progetto è il ristorante Maison Colonna, all’ultimo piano del Palazzo delle Esposizioni di Via Nazionale, situato nel cuore di Roma ma con una splendida terrazza ricchissima di ogni ortaggio.  



 
Il ristorante De Kas, Amsterdam

Link

http://farnienterestaurant.wordpress.com/
http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/dall-italia-e-dal-mondo/aperta-la-caccia-al-ristorante-con-l-orto-10140.cfm
http://www.ciavattinigarden.it/newsarte_51.aspx
http://blog.paperogiallo.net/2009/07/maison_colonna_un_ristorante_con_lorto_nel_cuore_di_roma.html
http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=14971

lunedì 28 marzo 2011

Gli orti urbani di Italia Nostra: un progetto di massa

di Paola Tonizzo

Italia Nostra, associazione che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale italiano,  pone una particolare attenzione all’ambiente, al paesaggio urbano e rurale. Gli orti urbani, infatti, se correttamente progettati e gestiti, svolgono non solo importanti funzioni sociali ma costituiscono anche una forma di arricchimento naturale e di qualità urbana. 
Il progetto “Orti urbani”, per il quale ha avviato un percorso di collaborazione con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani – ha come finalità quella di promuovere la diffusione delle coltivazioni in tutta Italia, sottraendo aree verdi all’abusivismo edilizio, alla speculazione e all’inquinamento ambientale. Con l’aiuto di linee guida elaborate dalla facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, I.N. ha definito modalità comuni considerando i diversi caratteri del territorio nazionale.
Il progetto parla di orti come “parchi culturali” che migliorino la qualità della vita e, allo stesso tempo, intende salvaguardare l’estinzione di alcune specie e ristabilire la coltivazione di prodotti che, a causa delle grandi coltivazioni intensive, si stanno perdendo. Questi prodotti potrebbero poi essere venduti  a prezzi economici nella logica di accorciare la filiera dal produttore al consumatore.
L’avvio del progetto è stato sancito dalla firma di un protocollo di intesa, settembre 2008, in cui Italia Nostra e ANCI individuano obiettivi comuni dell’iniziativa.
In primo luogo l’importanza di considerare gli Orti come realtà sociale, urbanistica e storica di primo livello sottraendoli ad eventuali situazioni di marginalità e degrado in quanto sono, a tutti gli effetti, luoghi urbani verdi. In secondo luogo, favorendo lo sviluppo di progetti di qualità da parte di soggetti pubblici e privati e valorizzando la qualità delle iniziative che si occupano del tema. C’è la volontà comune di tutelare la memoria storica degli orti favorendo la socialità e la partecipazione dei cittadini e la relativa possibilità di aggregazione. Così facendo, c’è un recupero della manualità relativa a questa attività e si pongono le basi per un possibile scambio di esperienze e di collaborazione tra pubblico e privato.
Il protocollo termina con l’impegno, da parte di entrambe le associazioni, di promuovere l’iniziativa comunicando il messaggio tramite seminari tecnici, corsi, redazione di manuali e guide, ecc..
Utilissimo per la concreta attuazione del progetto è il documento redatto dall’Università di Perugia con le linee guida per la progettazione di orti urbani e periurbani. Sono identificate quattro tipologie: orti per il reinserimento dei detenuti nella realtà lavorativa; orti didattici per le scuole; orti per gli anziani affinché facciano attività motorie e di socialità all’aria aperta; orti per la riabilitazione di pazienti diversamente abili.
Ci sono fondamentali indicazioni e consigli riguardo alla forma, alla localizzazione, all’orientamento degli appezzamenti. E’ possibile così avere una guida pratica per una progettazione consapevole e rispettosa del contesto. Sono definite anche le condizioni per il mantenimento, con utili suggerimenti per quanto concerne l’irrigazione, la pulizia, lo smaltimento dei rifiuti…
Una seconda parte è dedicata nello specifico alle coltivazioni: cosa, quando e dove. Nonostante queste indicazioni generali valide per tutti è salvaguardata la differenza culturale e geomorfologica.
Un anno dopo, al protocollo tra Italia Nostra e ANCI aderisce anche la Confederazione Nazionale Coldiretti che collabora per elaborare delle schede per aree situate in diverse parti d’Italia, tenendo conto delle linee guida.
In attuazione di tale progetto sono state avviate, a oggi, 10 iniziative estese a diverse città italiane (Assisi, Foligno, Genova, Savona, Lugnano in Teverina (Tr), Ostuni, Padova, Roma, Santa Giusta (Or), Sant’Anatolia di Narco (Pg) e che sono state quindi tradotte nella elaborazione di altrettante schede progettuali concernenti ciascun orto, la sua gestione, le culture praticabili.